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Tresigallo, la città metafisica: una giornata tra sogno e realtà

Quei dipinti li hai visti spesso nei musei più importanti del mondo o immortalati dalle pagine di libri d’arte… ma quello che non avresti mai creduto è di poter entrare a fare parte di quei dipinti.

l’architettura è un sogno, la geometria il suo racconto, il manufatto è la realizzazione del sogno – Carlo Farroni

E poco distante da Ferrara, immersa nella pianura, c’è una città che sembra direttamente catapultata alla realtà da un quadro di De Chirico. Questa città si chiama Tresigallo.

Nata da uno sogno di Edmondo Rossoni, Ministro dell’Agricoltura e Foreste degli anni ‘30, ideata sul modello delle “città nuove” che venivano realizzate tra le due guerre, negli anni si è andata trasformando per divenire oggi l’immagine di capitale del razionalismo italiano.

Passeggiando tra le vie di Tresigallo si ha la sensazione di trovarsi in una dimensione altra, sospesa nel tempo dove l’architettura urbanistica ed il linguagggio che l’abita non hanno subito variazioni particolari nonostante il passare degli anni.

Come nell’insegna di uno dei caffè della città, a Tresigallo ci si sente “oltre il tempo”.

Il centro, fatto di archi, parallelepipedi, cilindri, è storia fatta materia, sogno metafisico, il sogno di Rossoni di creare una società utopistica, dove la parola disuguaglianza non esiste.

Cosa fare e vedere a Tresigallo: le cose da non perdere

Piazza della Repubblica

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la piazza a forma di D con la sua fontana vegliata da due gazzelle. In quella che fu luogo della rivoluzione fascista, gli edifici sono tutti uguali, affacciati sullo stesso luogo per enunciare al mondo che esiste un unico spazio sociale dove non esistono differenze.

La Casa del Fascio

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Ex sede del Partito Fascista locale completamente rivestita di travertino, oggi è una caserma dei carabinieri

Il mitico Bar ROMA

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Da non perdere l’insegna realizzata in cemento con i caratteri tipici del tempo.

Chiesa di Sant’Apollinare ed il porticato

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La Chiesa presenta una facciata settecentesca rivestita da lastre di travertino romano decorate con bassorilievi di marmo e ornamenti monumentali. Da notare la meraviglia del portico in cemento armato che si snoda sinuoso lungo via Verdi.

Da non perdere la vista della parte superiore impreziosita da formelle lapidee che raffigurano i simboli della cultura agricola del territorio

La Domus tua

 

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Ora proprietà privata era luogo usato come sala da ballo. Un tempo era molto più ampio l’edificio ma un incendio ha causato la demolizione della parte retrostante.

Molto scenografica la Torretta che svetta sulla rotonda all’ingresso della città.

La Scuola elementare

Tipico esempio di architettura razionalista.

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Il Campo sportivo

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Un arco di trionfo di stile razionalista è l’ingresso monumentale al campo sportivo. completamente in marmo di travertino, senza fronzoli.

L’ex colonia post sanatoriale

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Luogo realizzato per il recupero fisico ma anche sociale delle persone che qui venivano ospitate

La via dei servizi:

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la Casa del Merletto e del Ricamo , la scuola di ricamo per le ragazze madri, l’opera nazionale maternità e infanzia che ospitava madri e bambini in difficoltà, ed infine l’albergo Domus Tua, che ospitava l’albergo di lusso del paese, dedicato ad imprenditori, personaggi illustri del regime.

Il Cimitero Monumentale

Un luogo affascinante che vale la visita!

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Alla parte estrema dell’asse prospettico che mette in connessione il luogo del lavoro a quello del riposo attraversando Piazza della Repubblica.Da non perdere il mausoleo dedicato ad Edmondo Rossoni il creatore si potrebbe dire della Città Metafisica e l’opera scultore che rappresenta un enorme Angelo che spicca il volo. È un angelo operaio …le cui origini operaie si desumono dalle grandi mani dalle fattezze da uomo, molto lontano dall’immagine classica.

Conoscere Tresigallo è stata un’esperienza davvero unica ed affascinante, resa ancor più speciale grazie a Davide che come un novello Cicerone ci ha accompagnato lungo le vie della città, in un viaggio a ritroso nel tempo alla scoperta della storia, dell’architettura e della poetica dei luoghi visitati.

Grazie anche ad @igersferrara per aver organizzato una giornata perfetta.

Se il mio racconto vi ha incuriosito e volete sapere di più su questo luogo così speciale vi lascio il link al sito

https://www.tresigallolacittametafisica.it/

 

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Da Öff Bologna per una serata TooChic

Per tutti gli amanti del mangiare e bere bene in un contesto culturalmente vivace Öff Bologna è la soluzione ideale: uno spazio in cui arte, letteratura, spettacolo si uniscono alla buona cucina.

Un mix di profumi, sapori, suoni, che danno vita ad un cocktail perfetto e tutto da gustare.

Öff, che in dialetto milanese significa “uovo”, è un vero e proprio contenitore di vita pura, fatta da musica, arte, gusto, sensi Un bar, prima di tutto, con una ricercata carta di cocktail, vini emiliano-romagnoli e birre artigianali, ma non solo, ora anche cucina e tanto altro: mostre temporanee, spettacoli, reading, musica dal vivo…

Ho avuto la fortuna di assaggiare le prelibatezze frutto della creatività dello chef e vi consiglio di provarle!

La filosofia della cucina di Öff Bologna è improntata sui principi dello slow food

I tre princìpi di Slow Food e Terra Madre, sono buono, pulito e giusto. Il buono… va da sé. Il pulito: rispettare gli equilibri della Terra. Il giusto: giustizia sociale per gli agricoltori che stanno per scomparire ovunque.

Carlo Petrini

Un menu che cambia seguendo il naturale ritmo delle stagioni , dove ogni ricetta è buona, pulita e giusta, grazie ad un connubio tra rispetto per l’ambiente e ingredienti di alta qualità.

Il tutto in un ambiente deliziosamente arredato, un perfetto set fotografico per inguaribili ossessionate di posticini instagrammabili!!

Si dice che spesso un libro si giudica dalla copertina, nel caso di Öff Bologna, la splendida copertina si unisce ad un contenuto che non potrai non amare.

Quindi Öff Bologna finisce dritto nella mia personale lista dei #toochicplaces!

Informazioni utili

Sito internet

https://www.offbologna.it/

Dove

Via Testoni 5, Bologna

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Ibiza – gli hippy market da non perdere

L’Ibiza autentica, quella d’altri tempi, quella degli hippy e degli anni in cui discoteche e locali trendy non erano le attrazioni principali, pochi la conoscono.
Erano gli anni ‘60, quando i primi hippy della California, che da Marrakech in Marocco si recavano a Goa, zaino in spalla, sostavano in baie deserte dell’isola di Ibiza per trascorrere estati all’insegna della libertà e della spensieratezza.

E la magia di quelle estati si percepisce ancora oggi tra i colori, il profumo dell’incenso e le risate della gente, dei mercatini hippy de la Isla Blanca.

Ecco a voi la lista dei mercatini dove essere happy e hippy nell’isola di Ibiza:

Las Dalias market,

dove: Carretera San Carlos, Sant Carles de Peralta

quando: lunedì e il martedì dalle 19.00 alle 1.00, e il sabato dalle 10.00 alle 20.00.

Punta Arabí market

dove: Avinguda Punta Arabí, Es Canar, Santa Eulalia del Riu

quando: mercoledì dalle 10.00 alle 19.00

È il mercato più antico, tanto che quando gli hippy scelsero questo luogo negli anni settanta era solo un campo vicino a Santa Eulàlia des Riu con un piccolo bar chiamato El Hobbit. Anni dopo venne costruito il villaggio e con il passare del tempo si è trasformato nel nucleo di oggi che attrae tanti venditori.
Anche se ha perso qualcosa dello splendore di quei primi anni nei quali tutti i venditori che si recavano al mercato erano artigiani che vendevano i loro lavori, oggi continua ad essere un luogo curioso da visitare e dove comprare oggetti stravaganti e di fattura unica.

Ippodromo di San Jordi,

dove: Carretera de l’Aeroport, Sant Jordi de ses Salines, Ibiza

quando: sabato dalle 8.00 alle 15.00

Mercato di San Juan

dove: nel centro di Sant Joan de Labritja

quando: sabato, dalle 10.00 alle 15.00

Confondersi nella folla, tra bancarelle colme di prodotti originali a tratti stravaganti, dall’abbigliamento agli accessori, all’artigianato e arredi per la casa, è un’esperienza da fare che vale il viaggio!

Per essere anche tu happy hippy ti lascio alcune foto per condividere la mia esperienza…

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La mia Ibiza: 16 modi per scoprire il lato romantico dell’isola blanca

Immagina di essere comodamente adagiato sul divano di casa, una bibita fresca da sorseggiare e con la radio che suona…

Ibiza is still on my mind
Different places every day
Every time a different way
To choose to be on the loose

http://People From Ibiza https://g.co/kgs/idPSw8

sali sull’aereo destinazione Ibiza e vieni con me alla scoperta della Isla Blanca…

Ti racconto la mia Ibiza

Ibiza non è esclusivamente movida, serate sfrenate in discoteca con dj di fama mondiale, ma molto altro: Ibiza è anche arte, cultura e spiagge da sogno dalle acque calde e cristalline.

Non è un caso che la Isla Blanca sia stata proclamata alcuni anni fa patrimonio dell’UNESCO!

Io stessa partita con mille pregiudizi, mi sono dovuta ricredere e di fronte a quel tramonto, che ha trasformato il cielo in zucchero filato dal colore rosa, al ritmo dei tamburi, sulla baia di Benirras, mi sono profondamente innamorata di questa isola che mi è entrata nel cuore.

Cosa fare ad Ibiza: 16 modi per scoprire il lato romantico dell’isola

1 perdersi tra i vicolini della Dalt Vila

Attraverso il Portal de ses Taules e percorrendo i vicoli pittoreschi si giunge sino alla cima della collina dove fiera di erge la Cattedrale.

2. Fare un salto indietro nel tempo passeggiando lungo le mura fortificate…

Soprattutto quando si accendono le luci della sera, i bastioni d’epoca rinascimentale hanno un fascino straordinario e soprattutto, è da lì che si gode di un panorama davvero spettacolare!

3. passeggiare tra le vie del porto di Eivissa al chiaro di Luna

Gironzolare tra vecchie casette di pescatori, vicoli acciottolati, boutique alla moda e bancarelle che ti attirano, come fossero sirene per farsi guardare.

4. fare due passi nei pueblos, minuscoli villaggi imbiancati a calce bianca dove ancora oggi si respira un’aria bohémienne, grazie agli hippy che in passato li hanno popolati

5. attendere il momento della Puesta del sol con il sottofondo dei tamburi nella baia di Benirras

6. ammirare il panorama di sant’ Eulalia dal Puig de Missa

Lungo una passeggiata che parte dal Municipio, da Placa de Espanya si raggiunge a piedi il Puig de Missa, una splendida chiesa con annessa torre difensiva. Il luogo era un rifugio dalle incursioni dei pirati!

7. salire fin su la Torre del Savinar per ammirare Es Vedrà

Il paesaggio è davvero mozzafiato, tanto da ripagare la fatica della salita. L’isola di Es Vedrà si erge nell’acqua turchese sorvegliata dalla sua gemella Vedranell, dalla forma di un drago addormentato.

8. cercare calette nascoste dove fare il bagno e prendere il sole

9. Aspettare l’alba sulla spiaggia di Es Figueral

Spiaggia di sabbia dorata soffice con alcune zone rocciose, basse colline ricoperte di macchia mediterranea e piante di fichi d’india

10 fare shopping nei mercatini hippy

Perdersi tra le piccole stradine affollate con bancarelle caratteristiche, tra abiti stile hippy, sandali in pelle, borsette handmade, ciondoli, braccialetti, anelli, ma anche prodotti gastronomici

Qui la lista dei mercatini hippy da non perdere !

Ibiza – gli hippy market da non perdere

11. Ammirare sculture d’arte contemporanea in un paesaggio costiero spettacolare

Stonehenge, opera di Andrew Rogers, semicerchio con 13 colonne. Per accedere bisogna oltrepassare due antichi portali in legno uno dei quali ha delle iscrizioni in arabo a fare da cornice a Es Vedrà

12 Andare di bar in bar a San An

sorseggiare un drink nei localini del lungomare di San Antony che la sera si accendono di mille luci colorate

13. Mischiarsi tra i locals ascoltando musica popolare e mangiando bunuelos …

14. Fare un picnic con vista

Trovare un posticino tranquillo, poco battuto dai turisti, alberi a farti da ombrellone con davanti a te una splendida vista sul mare turchese

15. Cenare sotto le stelle

Nelle zone interne dell’isola ci sono ristoranti dove è possibile assaggiare specialità culinarie tipiche in location davvero suggestive. Il tasso di romanticismo qui è alle stelle!

16. Trascorrere un pomeriggio in una finca

La finca, tipica abitazione ibizenca per farti sentire come un locale …. molte sono diventate delle case vacanza, altre musei alcuni non più attivi, come l’affascinante costruzione a Sant’Agnes de Corona

Ed ora guarda la gallery per scoprire il lato romantico de la Isla Blanca

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La mia #sanaexperience 2018

Come ogni anno puntuale arriva a Settembre l’appuntamento più green dell’anno!

Un weekend che si tinge dei colori della natura, grazie al Sana, il Salone internazionale del biologico e del naturale che è giunto addirittura alla 30 esima edizione! Un compleanno davvero importante, ed io, da appassionata del biologico, non potevo certo mancare.

Ma questa volta la mia partecipazione è avvenuta in una veste diversa che mi ha fatto apprezzare ancora di più la manifestazione.

Assieme alla community di @igersbologna abbiamo avuto l’onore di premiare uno dei tre vincitori del challenge fotografico di SANA, lanciato proprio per festeggiare con il pubblico di Instagram i primi 30 anni di Sana!

Ed il pubblico di Instagram ha dato sfogo alla propria creatività dando vita a scatti sorprendenti mostrando i preparativi in chiave bio e naturale al birthday party di Sana!.

Se siete curiosi vi lascio il link dove potete ammirare gli scatti vincitori ed i momenti della premiazione

http://www.sana.it/media-room/photogallery/photogallery-sana/instagram-challenge-sana30th-cerimonia-di-premiazione/8846.html

Vi racconto la mia #sanaexperience 2018.

Abbi buona cura del tuo corpo, è l’unico posto in cui devi vivere

Cit. J. Rohn 

In queste parole il mantra che quotidianamente ispira il mio modo di vivere, il mio modo di essere, fermamente convinta che, per raggiungere e migliorare il proprio benessere, una sana alimentazione, fitness costante e un lifestyle più green siano gli alleati ideali!

Per questo è per me impagabile la possibilità di curiosare tra i padiglioni di @sana_fiera e di scoprire tante novità bio per la cura del corpo, per il make up, (i’m addicted😅) e anche per l’alimentazione.

Sbirciate nella gallery e godetevi anche voi la mia #sanaexperience

Da Apiarium

Nello stand de L’Erbolario

Da Acqua di Bolgheri

Da Cien

Per saperne di più il link del sito ufficiale della manifestazione

http://www.sana.it/home-page/1229.html

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A Cesenatico tra divertimento, relax e cultura

Quando si pensa a Cesenatico, la prima immagine che viene in mente è inevitabilmente legata alla vita da spiaggia: ombrelloni colorati, mare blu e sabbia dorata!

Invece questa deliziosa località della Riviera Romagnola non è solo mare ma anche molto altro, divertimento, relax e cultura.

Venite con me in un viaggio ideale dove rigo dopo rigo e scatto dopo scatto scoprirete un volto di Cesenatico magari poco conosciuto. Scoprirete che qui è possibile trascorrere un weekend all’insegna del divertimento, del relax e della cultura.

Cosa vedere a Cesenatico in un weekend:

  • Porto Canale Leonardesco, da cui si snoda il centro storico di Cesenatico. Oggetto di un sopralluogo da parte di Leonardo di Vinci, incaricato da Cesare Borgia di verificare le infrastrutture civili e militari del nuovo ducato di Romagna. Qui Leonardo realizzò due disegni del porto canale – una veduta a volo d’uccello e una pianta quotata e orientata – entrambi presenti nel “Codice L”, uno dei suoi taccuini di appunti,oggi conservato a Parigi alla biblioteca dell’Institut de France. Il porto canale può essere considerata la piazza dove le persone amano incontrarsi per un aperitivo al tramonto, per bere un caffè o cenare tra i tanti ristoranti tipici.
  • Sezione Galleggiante del Museo della Marineria con le sue meravigliose imbarcazioni, caratterizzate dalle coloratissime “vele al terzo” dove è possibile scorgere i simboli delle famiglie dei pescatorie gli antichi occhi, un tempo utilizzati a scopo propiziatorio. È questo l’angolo più antico e pittoresco del porto canale!
  • Museo della Marineria, l’unico in Italia ad essere galleggiante. Una sorta di parco divertimenti per grandi e piccini dove potersi abbandonare alla fantasia e sognare avventure di capitani coraggiosi.
  • Casa dello scrittore Marino Moretti, lasciata in eredità al Comune la casa è diventata un museo dove sono conservati assieme agli arredi originali, la sua biblioteca con lettere e manoscritti.

Per chi invece decide di fare tappa a Cesenatico alla ricerca di divertimento o relax può scegliere di fare vita da spiaggia. La spiaggia da segnalare assolutamente è la Spiaggia delle Tamerici.

Primo esempio in Italia di arenile rinaturalizzato, con piante e siepi che danno vita ad un’oasi naturale di benessere grazie al connubio tra natura, verde e profumo del mare.

Una spiaggia totalmente green, le cabine, gli spogliatoi e i camminamenti, sono ecologici.

Ed ora lasciati ispirare dalla gallery!

E tu sei mai stato a Cesenatico?

Raccontami la tua esperienza nei commenti

Cesenatico by night…

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Aosta – Cosa vedere in un giorno

« …la vecchia Aosta di cesaree mura ammantellata, che nel varco alpino eleva sopra i barbari manieri l’arco di Augusto»

Giosuè Carducci

Augusta Praetoria Salassorum,  narra una leggenda sia stata fondata dai Romani lì dove sorgeva la mitica città di Cordelia, che deve il suo nome a Cordelio, il capostipite dei Salassi, addirittura discendente di Saturno e compagno di spedizione di Ercole.

Oggi sulle ceneri delle civiltà passate che hanno attraversato i secoli c’ė Aosta, la città che sin da subito mi ha incantata con le sue montagne dalle punte ancora imbiancate di neve, che in un abbraccio sembrano proteggerla.

Ed ora venite con me alla scoperta delle bellezze che assolutamente non si possono perdere in una visita ad Aosta.

Purtroppo il tempo a nostra disposizione è davvero poco, ma equipaggiamoci di scarpe comode, reflex, la lista delle cose da vedere, e partiamo alla scoperta della città in un itinerario tra storia, rovine romane ed eleganza cittadina.

Perché come ci insegna il buon Thoreau

“Il viaggiatore più veloce è colui che va a piedi”

Un giorno ad Aosta – Cosa vedere

ARCO DI AUGUSTO

Iniziamo il nostro percorso dall’arco di Augusto, l’arco dedicato all’imperatore Augusto costruito per festeggiare la vittoria contro i Salassi e la fondazione della nuova colonia romana.

PIAZZA ÉMILE CHANOUX

è la piazza centrale di Aosta da cui si diramano le vie principali della città, che si presenta in tutta la sua eleganza. Sembra quasi di trovarsi in un salotto, in cui poter trascorrere il tempo in relax, comodamente seduto ai dehors delle caffetterie, o passeggiare con un buon gelato e respirare a pieni polmoni quell’atmosfera da capitale europea che emana, con le linee degli edifici che la compongono.

Poi alzi gli occhi e vedi le Montagne a fare capolino e a rendere l’esperienza davvero unica.

Qui potete ammirare:

  •  l’Hôtel de Ville, con lo splendore del suo stile neoclassico e le ricche decorazioni del frontone e le due fontane che simboleggiano i due fiumi di Aosta: la Dora Baltea e il torrente Buthier
  • l’ Hôtel des États, storicasede del parlamento locale, il Conseil des Commis, che dipendeva soltanto dal Re.

TEATRO ROMANO

Una delle cose assolutamente imperdibile se si visita Aosta in un giorno è una visita al Teatro Romano.

Da romana abituata alle passeggiate tra le rovine,  le apettative non sono state affatto disattese: questo luogo sa lasciarti davvero senza fiato e se poi riesci a visitarlo al crepuscolo, con la luce color pastello del cielo e le montagne tutte attorno è un incanto.

COLLEGIATA S.ORSO

La collegiata e il chiostro di Sant’Orso sono un vero e proprio gioiello nel cuore di Aosta e vale una visita per il Chiostro Romanico, il coro ligneo che del ‘400, la suggestiva cripta e un ciclo di affreschi dell’XI secolo che si possono ammirare nel sottotetto della chiesa.

PORTA PRETORIA

questa maestosa porta era l’ingresso orientale delle città. Risale al 25 ac ed è tuoggi in uno straordinario stato di conservazione.  Sono infatti ancora oggi visibili le tre aperture : una centrale per i carri e due laterali, per i pedoni.

La nostra passeggiata per Aosta si conclude, se ti è piaciuto venire con me lasciami un tuo commento e condividi se ti va il mio articolo 😊

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Alla scoperta dei Castelli del Ducato di Parma – Una giornata al Castello di Bardi

C’era una volta in un tempo lontano un valoroso comandante di nome Moroello che si innamorò perdutamente della bellissima Soleste, figlia del signore del Castello, sedicenne e già promessa sposa ad un ricco possidente.
Tra le mura di quel Castello, la fiamma dell’amore tra Moroello e Soleste divampò, ma il destino non aveva riservato loro il consueto “e vissero felici e contenti” degno della favola più bella.

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Pasqua a Bologna e dintorni – cosa fare e vedere

Mancano oramai pochissimi giorni al via delle festività pasquali, e quale migliore occasione per godersi una giornata di festa all’insegna di ciò che ti rende più felice?

La classica gita fuori porta, una visita ad un museo, assistere a quella mostra che volevi vedere da tempo o una bella passeggiata all’aria aperta alla scoperta delle bellezze della natura che si sta risvegliando e colorando.

Se non hai troppo tempo a disposizione e non vuoi allontanarti troppo da casa, la città di Bologna ed i suoi dintorni possono essere la meta ideale per trascorrere uno o due giorni all’insegna del divertimento e del sano relax!

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Lizzano in Belvedere: un meraviglioso weekend di neve e coccole

La stagione invernale porta con sé la neve, magica, divertente, capace di creare un’atmosfera davvero unica.

Per i bambini è un vero e proprio spasso, mentre per i piu grandi è l’occasione per tornare indietro nel tempo e godere della bellezza che i cristalli bianchi sono in grado di regalare.

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Hoppipolla box – la cultura indipendente in scatola

Un momento di gioia ci prende sempre di sorpresa. Non siamo noi ad afferrarlo, ma è lui ad afferrare noi.

(Ashley Montagu)

Non c’ė nulla di più magico dello stupore, della sorpresa che provi quando suona il citofono ed è il tuo fedele corriere che ti dice: C’è un pacco per Te!

Ed ecco che il momento di gioia viene ad afferrarti  per l’appuntamento mensile con la tua Hoppípolla box.

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Weekend sul lago di Como in inverno

Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi, a seconda dello sporgere e del rientrare di quelli, vien, quasi a un tratto, a ristringersi, e a prender corso e figura di fiume, tra un promontorio a destra, e un’ampia costiera dall’altra parte; e il ponte, che ivi congiunge le due rive, par che renda ancor più sensibile all’occhio questa trasformazione, e segni il punto in cui il lago cessa, e l’Adda rincomincia, per ripigliar poi nome di lago dove le rive, allontanandosi di nuovo, lascian l’acqua distendersi e rallentarsi in nuovi golfi e in nuovi seni.

Arrivare  ed assistere allo straordinario spettacolo del Lago di Como, non può non trasportarti idealmente tra le pagine di quel Libro che tra i banchi di scuola ti faceva sognare e ricordarne l’incipit.

Potrebbero sembrare banale ma, passeggiando  e guardando  quello specchio d’acqua,  pareva di assistere alle  disavventure che in nome dell’amore Renzo e Lucia in tempi lontani avevan dovuto superare.

In un attimo il lago si era tramutato in un palcoscenico e noi  in spettatori incantati alla riedizione dei “Promessi Sposi”.

Ed è lì tra quelle sponde che quest’anno abbiamo deciso di trascorrere il Capodanno, una meta insolita scelta oltre che per la posizione tattica, essendo non troppo distante dalla nostra città Bologna, e la sua nota bellezza,  per la presenza del Magic light Festival, uno scenografico e suggestivo festival di proiezioni architetturali.

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Vacanza a Rodi on the road 

Il viaggio è una porta attraverso la quale si esce dalla realtà nota e si entra in un’altra realtà inesplorata, che somiglia al sogno.

(Guy de Maupassant)

Fuori dalla finestra sui tetti la prima neve della stagione, l’aria è pungente, il piumino ha fatto posto al trench ed è di colpo inverno.
Non ero ancora pronta, le temperature miti di questi giorni non mi dispiacevano affatto. A scaldarmi un po’ i dolci ricordi dell’estate.

Ecco che con la mente volo magicamente verso l’Isola di Rodi.

Narra un vecchio mito che l’isola di Rodi nacque dall’amore di Elio, il dio del Sole, e della ninfa Rodo, figlia di Poseidone. Per questo la leggenda dice che per  tanti secoli Apollo il Dio Sole abbia scelto come casa Rodi,  ed è per questo che sull’ isola ci sono ben 300 giorni di bel tempo all’anno.

Ma la bellezza di Rodi non è dovuta solo al bel tempo….. è un’ isola magica, in cui è possibile rivivere la storia millenaria dell’antica Grecia, passeggiando tra le mura della città antica, o cambiare spiaggia e panorama ogni giorno.

Rodi è l’isola dalle insenature romantiche, da cui poter ammirare il tramonto con un drink in mano, ma anche  l’isola dei tanti negozi di artigianato in cui poter dare libero sfogo allo shopping.

Rodi è stata la meta che abbiamo scelto per le nostre vacanze estive, un viaggio on the road. Passaporto, guida Marcopolo alla mano e siamo andati  alla scoperta di un’isola meravigliosa, a tratti inaspettata.

DA NON PERDERE …

  • La città di Rodi e la città medievale  uno degli scampoli medievali più intatti d’Europa dove imperativo categorico è  lasciarsi trasportare dall’atmosfera dei vicoli e perdersi nell’intricato intreccio delle stradine. Atmosfere indimenticabili, d’altri tempi. Come il Palazzo del Gran Maestro nella via dei Cavalieri.

La città vecchia vista dal mare è una meraviglia:torrioni, cupole, minareti che fanno capolino dalle mura. Un connubio architettonico tra edifici cristiani e islamici.
Il porto di Mandraki dove potersi godere  una piacevole colazione o anche un semplicissimo caffè alla greca ammirando tutta la zona turistica.

Mandraki significa “piccolo addiaccio”… in effetti la sua forma ricorda proprio una sorta di riparo, di recinto tutto attorno alle navi.
Ed è proprio vicino al porto che il famoso Colosso di Rodi, la statua bronzea di 31 metri si pensa fosse collocato. Nel 653 d.C. venne venduta dall’arabo Moavias ad un mercante che la fece a pezzi per trasportarla in Oriente in groppa a dei cammelli. Oggi al posto del Colosso il turista e accolto dalla statua del Cervo e della Cerva posti su due alte colonne.

Il porto di Mandraki è uno dei più bei e trafficati porti della Grecia, come la sua Paralia, lungomare ideale per una passeggiata al tramonto, quando le luci fanno risaltare le facciate degli edifici neogotici come il palazzo del Governatore (oggi prefettura), architetture quasi moresche, come la cupola felliniana dei bagni Elli, o littorie come il Teatro nazionale del 1937.

Nea Agorà, l’ antico mercato del pesce oggi punto di ritrovo dei rodiesi.

Il Monte Smith  dove poter ammirare Rodi con i suoi contrasti, contraddizioni urbanistiche, nonché poter visitare l’acropoli. Purtroppo non è rimasto molto dei suoi templi.

  • La cittadina bianca di Lindos, storico borgo di marinai, una cascata di case bianche sovrastato da una rocca dove si trovano i resti dell’Acropoli e del Tempio dorico di Athena che risalgono presumibilmente al 300 a.C. Per arrivarci si devono salire ben 300 gradini, ma giunti a destinazione la fatica vale assolutamente la pena. Lo spettacolo della valle dei templi rodiese ed il paesaggio attorno e pura meraviglia.

Le spiagge più belle 

Anthony Quinn bay sabbia e scogli vinti da una rigogliosa vegetazione in una baia dalle acque color smeraldo 

Ladikou bellissima baia di sabbia e rocce

Kallithea terme 



Protetta da rocce e pietre che giungono fino al mare turchese, la spiaggia di Kalitea si trova a 10 km dalla città di Rodi. E’ famosa perché qui un tempo era in funzione un sistema di sorgenti di acque termali calde, testimoniata dalla meravigliosa architettura delle Terme ancora oggi visitabile

Agathi  beach e la Golden beach, sabbia color oro, acqua cristallina attrezzata sembra un paradiso terrestre 


Prassonissi un istmo di sabbia avvolto nel vento pu to di incontro tra i due mari Egeo e Mediterraneo.


Se sei curioso di scoprire di più di questa isola magica, non perdere i prossimi post su Rodi

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La Pilotta di Parma – una domenica al museo con Igersparma

E come tutti gli anni arriva puntuale l’appuntamento con il World Wide Instameet, l’invito di Instagram rivolto a tutti gli  instagrammers del globo di darsi appuntamento in un luogo fotogenico, per scattare foto e condividerle, utilizzando gli hashtag dedicati.

All’appuntamento non poteva naturalmente mancare la community di IgersParma che ha scelto come location dell’evento il Palazzo della Pilotta, meglio nota come La  Pilotta una delle attrazioni della città ducale da non perdere assolutamente.

E così lo scorso 10 settembre, un nutrito gruppo di igers , nonostante le nuvole cariche di pioggia, si è riunito per condividere una irripetibile esperienza, e raccontare a suon di post questo affascinante complesso museale.

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A due passi dal Teatro Regio e dalla Stazione ferroviaria, tra Piazzale della Pace ed il LungoParma, con il bel prato antistante, la Pilotta appare come un giardino nel mezzo della città: fuori una varia e vivace umanità a tutte le ore, all’interno alcuni dei gioielli più preziosi della “petite capitale“, tanto cara a Stendhal e a Maria Luigia.

La Pilotta si presenta come un imponente palazzo,  simbolo del potere ducale dell’illustre famiglia Farnese, ed è  oggi un Complesso Monumentale unico nel suo genere, che racchiude la Galleria Nazionale, il Teatro Farnese, il Museo archeologico  e la Biblioteca Palatina.

 

Un po’ di storia…

La nascita del Palazzo della Pilotta  è legata indissolubilmente ai fasti  della signorile famiglia Farnese, tra cui Ranuccio Farnese che nel XVI secolo, inglobando la chiesa di San  Pietro Martire decise di fare di questo edificio un grande “contenitore di servizi”, la chiesa, le stalle, i fienili, la caserma, e soprattutto il Teatro Farnese.

Con la fine della famiglia Farnese ha avuto fine anche lo sfarzo di questo grandioso edificio , e solo con Filippo I di Borbone si ha una parziale rinascita continuata fino ai nostri giorni.

Il complesso monumentale deve il suo nome al gioco della pelota basca, che veniva praticato dai soldati spagnoli nel cortile del “Guazzatoio“, originariamente detto appunto della pelota.

L’instameet inizia dallo scalone a doppia rampa, esempio della magnificienza dei Farnese, per proseguire con la visita della Galleria Nazionale e del Teatro.

Purtroppo la Biblioteca palatina (del 1800) è chiusa e non si può visitare, ma se vi capita di trovarla aperta un’occhiata vale davvero la pena darla!

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La Galleria Nazionale
Situata al secondo piano del Palazzo, istituita dai Duchi di Parma, Don Filippo e Don Ferdinando di Borbone, venne arricchita grazie agli acquisti effettuati da Maria Luigia d’Austria, creando così una importante collezione di quadreria.

Le collezioni della Galleria Nazionale comprendono  opere dal XIII al XIX secolo di diverse scuole e maestri, dando vita ad un excursus artistico che copre quasi interamente gli stili e le epoche della storia della pittura italiana.

E’ possibile trovare quadri di Correggio e Parmigianino, del Tintoretto, dei Carracci e del Guercino, fino ad arrivare a Tiepolo e Canaletto. Inoltre sono custodite all’interno della pinacoteca opere molto particolari come la Testa di Fanciulla, detta Scapigliata, attribuita a Leonardo da Vinci,   la Madonna di San Gerolamo di Correggio, la bellissima Schiava turca di Parmigianino e la statua di Maria Luigia di Antonio Canova.


 

Il Teatro Farnese
Al primo piano della Pilotta un imponente portale ligneo dipinto a finto marmo, introduce alla meraviglia del Teatro Farnese, uno dei più grandi teatri seicenteschi d’Europa.

Costruito in brevissimo tempo, utilizzando materiali leggeri come il legno e lo stucco dipinti, il Farnese fu quasi del tutto distrutto dalle bombe del 1944 e ricostruito in epoca moderna, ma conserva ancor oggi il ricordo della fastosa vita di corte dei Duchi Farnese.
Anche la nascita del Teatro è legata alla figura di Ranuccio I Farnese nel 1618, che lo volle per festeggiare la sosta a Parma di Cosimo II de’ Medici. Anche se il Teatro fu utilizzato pochissime volte,  rimangono  gli ambienti e i volumi di una spettacolare opera architettonica.

Museo Archeologico Nazionale
Fondato nel 1760 col nome di “Ducale museo d’antichità” da Filippo di Borbone, in concomitanza con l’avvio delle esplorazioni del sito archeologico di Veleia, rimase per molto tempo l’unico esempio di museo nato a seguito ad una scoperta archeologica. Il Museo espone reperti egizi (sarcofagi, vasi canopi, papiri funerari, amuleti, scarabei), e sculture di età romana, ceramiche greche, italiche ed etrusche, urnette, specchi e bronzetti etruschi, oltre che le opere degli scavi Veleia, tra cui 12 statue in marmo della famiglia imperiale.

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Vale la visita…

Tra le sale della galleria una piccola stanza delle meraviglie di solito non accessibile, in cui sono custodite le opere di Amedeo Bocchi.

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Tra tutte a colpirmi di più Il trittico delle tre sorelle: La Saggia, La Colta e La Folle. di evidente ispirazione liberty , che  ricorda i ritratti femminili di  Gustav Klimt,

Ciò che colpisce perdendosi nei ritratti di donna è la dimensione domestica, familiare, intimistica, ed al contempo dotata di elegante sensibilità che si percepisce sia nei colori tenui utilizzati sia  nella gestualità.

Inoltre  durante la visita gli igers e solo gli igers hanno potuto, in via esclusiva percorrere la discesa della Cavallerizza solitamente inacessibile al pubblico.

E dulcis in fundu, passando attraversando il cortile detto  “Guazzatoio”  ci è stato consentito l’accesso agli uffici solitamente inibiti al pubblico, un luogo  da cui poter godere di un meraviglioso colpo d’occhio sulla Pilotta dall’alto e sulla città di Parma.

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Se ti ho incuriosito e vuoi rivivere  la nostra esperienza ti basta sbirciare su instagram e cercare gli hashtag #instameetparma24 e #wwim16parma

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Un pomeriggio a Milano in compagnia di Klimt


Temo proprio che si debba fare a meno di un mio autoritratto artistico o letterario, ma non è una grande perdita. Chi vuol sapere di piu su di me, cioè sull’artista, osservi attentamente i miei dipinti per rintracciarvi chi sono e cosa voglio.

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Nelle parole di Klimt l’essenza stessa della mostra ” non mostra” dedicata all’artista  austriaco, uno dei più significativi artisti della secessione viennese, in  scena fino al 7 Gennaio al MUDEC di Milano.

La Klimt Experience, è una vera e propria esperienza multisensoriale, che ti accompagna in un percorso narrativo in cui  attraverso immagini,  luoghi,  oggetti, musiche e personaggi che hanno contribuito a dare  vita  all’ universo pittorico, culturale e sociale in cui visse e operò l’artista.
Così, grazie a  ‘Klimt Experience’, puoi vivere un’esperienza culturale a 360 gradi: un’esperienza totalmente immersiva all’interno delle principali opere di Klimt, che con il sottofondo sonoro delle note dei valzer di Strauss o le sinfonie di Beethoven dona un’emozione unica.

Ammetto che ho ancora nelle orecchie le note di Strauss …. e la sensazione di trovarmi a Vienna a danzare un valzer.

La Mostra 

In una unica  experience room vengono proiettate su pavimento, pareti e soffitto 700 immagini che raccontano Klimt, la sua opera, la Vienna della Secessione ma anche la sua influenza sulle arti decorative e nella moda. 

Ti siedi al centro della stanza e lo spettacolo è tutto attorno a te , e ti ritrovi avvolto dai quadri klimtiani  che con una proiezione virtuale scorrono lentamente dalle pareti e sul pavimento, con l’accompagnamento della suggestiva colonna sonora che alterna brani di Strauss, Mozart, Beethoven, Bach. Le immagini si susseguono in un unico flusso onirico che ti  mostra la vita e la carriera dell’artista dagli esordi fino agli ultimi dipinti, dando vita ad un mondo simbolico, enigmatico e carico di sensualità.

Dopo un excursus multisensoriale, lo spettatore viene  riportato al gesto manuale, all’atto  creativo,  ed invitato a lasciare le sue sensazioni sul “Colouring Wall” : lasciare un segno che rapresenti l’emozione raccolta durante la visita, scegliendo il proprio  colore preferito, che sia il rosa, il rosso o il blu non importa, ciò che importa è l’impronta da lasciare  impressa li sul “muro della creativita”.

L’artista

Klimt, esponente della Secessione viennese, ha saputo  tradurre le inquietudini della sua epoca attraverso forme fantastiche, linee allungate e colori brillanti, esprimendo un senso di mistero. Al centro della sua arte un posto di primo piano è riservato alla donna, tanto da sembrare quasi un’ossesione. Le ritrae vestite o nude, in pose statiche o languide, in stati di calmo appagamento o di eccitazione. Klimt stesso ebbe svariate amanti di cui riconobbe 14 figli ma senza sposare nessuna. Per lui la donna è al contempo generatrice e distruttrice, sensuale ed inquietante.

Le opere 

Tra le opere più famose, degna di nota è “Giuditta”, simbolo della donna fatale: l’eroina biblica è ritratta a seno nudo mentre regge tra le mani la testa recisa di Oloferne, con un’espressione sul volto che sembra esprimere godimento per l’atto appena compiuto. Il corpo della donna si intreccia con arabeschi e forme geometriche su uno sfondo piatto e irreale. 

Ma il dipinto che più ho amato e che da sempre è  tra i miei preferiti è “Il Bacio”

Qui Klimt è riuscito nell’ardua impresa di fermare l’attimo, l’istante in cui i due amanti sono uniti indissolubilmente nell’estasi d’amore.

Come in una dimensione a-temporale e a-spaziale, i due amanti si intrecciano, lui volto verso di lei e lei totalmente abbandonata tra le sue braccia, avvolti in un’aura color oro che li protegge dal resto del mondo.

Sono solo loro due, il loro amore e nulla più.

Consiglierei di visitare la mostra?

Se ti piace Klimt e desideri vivere l’esperienza di entrare all’interno dell’opera la “Klimt Experience” non ti deluderà.

Se  ti va raccontami la tua di Experience. 

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Maiorca un itinerario alla scoperta dei luoghi più suggestivi: Soller

Tra i luoghi più suggestivi di Maiorca non posso non annoverare la piccola cittadina incastonata nella Serra de Tramuntana, Soller, piccola pietra preziosa, immersa in una valle ricoperta da ulivi ed aranci.

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Per anni questa piccola cittadina è rimasta isolata, per causa della Serra de Tramuntana, dalla capitale Palma di Maiorca:  addirittura, fino agli anni Trenta,  gli abitanti di Soller erano costretti ad andare a vender gli agrumi in Francia via mare!

Solo dopo la Prima Guerra Mondiale furono scavate  gallerie per  creare un collegamento via treno …. un treno che funziona ancora oggi.

Direttamente dalla Belle époque il Tren de Sollerdal 1912 attraversa la Serra de Tramuntana, collegando la capitale a Soller, mostrando ai fortunati passeggeri un paesaggio da cartolina, fatto di foreste di pini marittimi,  pianure costellate di mandorle, ulivi, agrumenti e villaggi.

Un treno antico ed un tram anch'esso dal sapore vintage sfidano ancora oggi le alture della Tramuntana, il primo,  sotto la montagna collegando Palma a Soller, il secondo, da Soller a Port de Soller e alle sue spiagge, correndo lungo i  dehors dei caffè da  Placa Constituciò.

COSA FARE IN UNA GIORNATA A SOLLER

  • Perdersi tra le sue vie, LAS CALLES, per dirlo nella lingua degli abitanti del luogo alla scoperta di scorci romantici, angoli pittoreschi da fotografare

  • Scoprire ed immortale gli elementi architettonici di stile neoclassico delle residenze eleganti, sulla Gran via  o dell' art nouveau sulla Carrer Sa Lluna.


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  • Ammirare, la maestosa chiesa di San Bartolomeu, esempio di Art Nouveau, da uno dei tanti localini della piazza centrale

  • Fare un saltoindietro nel tempo entrando nella stazione de Soller dove è possibile anche visitare la mostra di Mirò e una esposizione permanente di Picasso

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  • Prendere il tram vintage  per Port de Soller e fare una passeggiata sul lungomare o  distendersi a prendere il sole

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COSA MANGIARE

  • Assolutamente da non perdere le leccornie a base di arancia, la Ensaimada, ripiena di crema e arance locali, must della vallata e delizia della cucina maiorchina!
  • Una buona paella vista mare a Port de Soller

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Per una pausa pranzo veloce segnalo questo posticino che ho scoperto per caso, alla ricerca di angoli instagrammabili in grado di trasmettere la tipicità dei luoghi.

Qui da Es Cantò  è il colore rosso ad attirarti il rosso dell'insegna, il rosso dei peperoncini appesi ovunque come fossero amuleti portavlrtunsta, il rosso della sobrasada o del Jamon dei bocadillos.

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Dall'esterno da l' idea di essere una bottega di altri tempi, quelle che trovi nelle nostre città del meridione, all'interno ti stupisce: un cortile interno con tavolini e sedute per mangiare comodamente e una dimora elegante che al contempo funge da atelier di prodotti artigianali, in primis le espadrillas!

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Maiorca, un itinerario alla scoperta dei luoghi più suggestivi: Valdemossa e la nota blu di Chopin

Ai piedi del Puig des Teix sorge l’incantevole e pittoresca cittadina di Valdemossa, con case in pietra di color ocra, viuzze charmantes e decorate con vasi di fiori colorati sospesi alle pareti delle sue case.

Ma ciò che ha reso nel tempo famosa questa cittadina fu la storia d’amore tra il compositore Frederic Chopin e la celebre romanziera francese George Sand che soggiornarono qui.

Qui a Valdemossa il rumore della pioggia ha ispirato un preludio a Chopin mentre le passeggiate hanno dato vita alle pagine di George Sand.

Passeggiando tra le vie hai quasi la sensazione di riconoscere negli sguardi delle coppie che camminano a braccetto, gli sguardi del musicista e della scrittrice, sguardi colmi di passione.

 

E l’amore che ha legato Chopin a George Sand e stata passione che travolge tutti i sensi.

I due si incontrarono ad un ricevimento a Parigi nel  1838 e si narra che quella sera Chopin si mise al pianoforte, e tra gli ospiti ad ascoltare le magiche melodie c’era  lei, Aurore Dupin, nota al mondo come George Sand.

La scrittrice all’ ‘epoca  ha sei anni più di lui, è una donna sensuale e ammaliatrice,  che annovera tra le sue conquiste personaggi del calibro di Prosper Mérimée ed Alfred de Musset.

Chopin, dapprima, pare mostrare verso di lei una spontanea antipatia, ma poi nel suo diario scriverà:

 Che dicevano quegli occhi? Essa s’appoggiava al pianoforte e il suo sguardo di brace mi inondava, la mia anima aveva trovato il suo porto.

 

Di lei si dice che sentiva la nota blu… la nota  con cui Chopin soleva concludere ogni suo concerto come fosse una speciale e personale dedica a lei. L’amore tra i due divenne subito tanto forte  da divampare come fosse  un incendio.

Sul suo diario, infatti Fred scriveva:

Aurore! I tuoi baci mi bruciano come bracieri ardenti!

COSE DA NON PERDERE

La Cartuja
Una volta a Valldemossa  il turista non può non visitare La Cartuja, che è forse la principale attrazione culturale e storica.

La Cartuja è un monastero molto antico risalente al 1399 e deve il suo nome al fatto che sia stato abitato  dai monaci certosini (cartujos) che vi rimasero fino al 1835. Questa  è stata la location scelta come residenza invernale  tra il 1838 ed il 1839 da Chopin e da George Sand. In questo inverno la coppia visse a La Cartuja una storia d’amore idilliaca, di cui rimangono i ricordi nel museo ospitato oggi da questo antico monastero. Il museo conserva anche l’eredità dei certosini.

Il palazzo Rey Sancho, ex dimora reale, che fu poi la residenza temporanea dello scrittore Jovellanos, di Ruben Dario, di Miguel de Unamuno, e Eugeni D’Ors e Azorin, gli ultimi tre nel primo Novecento.

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Degni di nota Los azulejos , piccole mattonelle di ceramica colorate, che narrano la vita di Santa Catalina Tomas, protettrice di Valdemossa, e che puoi trovare sulle mura delle case come segno scaramantico degli abitanti del borgo, poiché tradizione vuole che siano uno strumento capace di allontanare le disgrazie.

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Valdemossa è anche piccoli negozi di artigianato da non farsi sfuggire per chi come me è shopping addicted

Valdemossa è come un gioiello di famiglia che ne conserva la storia, le tradizioni e ti basta tenerlo tra le mani per poterne ascoltare il racconto: leggende sulla santa protettrice, amori folli e disperati a tratti logoranti per perdersi in fantasticherie che ancor di più ti fanno amare questo luogo suggestivo.

Ma Valdemossa è anche luogo di notevole interesse paesaggistico, perché passeggiate tra le sue vie offre scorci meravigliosi sul territorio circostante.

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Maiorca , un itinerario alla scoperta dei luoghi più suggestivi  

Le vacanze estive ancora troppo lontane, ma il desiderio  di trascorrere momenti di puro relax, all’insegna della scoperta di luoghi sconosciuti , era troppo forte.

Allora, in un attimo, che potrei dire di pura irrazionalità, con un  semplice click mi sono ritrovata con due biglietti aerei destinazione Palma di Maiorca per trascorrervi un  lungo week end.

Un gesto irrazionale che mi ha permesso di scoprire una terra inaspettata, dove puoi incontrare natura incontaminata, cittadine dal sapore antico, e spiagge selvagge.

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#INSTAMEETPARMA23 a Compiano: un hashtag per viaggiare nel tempo

Come resistere all’invito dei community manager di IgersParma  a trascorrere una giornata all’insegna di scatti, post e hashtag in uno dei “Borghi più belli d’Italia” ?

Assolutamente impossibile … e così la scorsa domenica 2 Luglio, un nutrito gruppo di instagramers, me compresa, ha invaso le  vie del borgo di Compiano e  le stanze del suo Castello , con l’obiettivo unico di condividere la bellezza catturata attraverso l’occhio “social” dello smartphone.

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In mostra i Luoghi del Cuore di Bologna…

Avresti mai pensato di trovare un cuore green nel  centro città?

Ebbene si… a Bologna può succedere anche questo: passeggiare tra le vie nel riverbero delle sue mura e lungo i portici per poi trovarsi di colpo in un’oasi verde nascosta nell’architettura urbana.

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Toochicplace – il Moleskine café a Milano

“Perdere il passaporto è l’ultima delle mie preoccupazioni, perdere il taccuino è una catastrofe. In vent’anni e più di viaggi ne ho persi soltanto due. Uno era scomparso su un autobus afgano. L’altro requisito dalla polizia segreta brasiliana che, con una certa perspicacia, credette di riconoscere in alcune righe che avevo scritto, una descrizione in codice delle sue pratiche ai danni dei prigionieri politici”.

Così Chatwin, parlava dell’iconico taccuino nero che vanta nel novero dei suoi appassionati nomi altisonanti nel mondo dell’arte e della letteratura, da Hemingay, a Van Gogh o Picasso, tanto per citarne alcuni.

E quel taccuino ne ha fatto di strada, fedele compagno di viaggiatori di tutto il mondo: elementi distintivi, la rilegatura in tela cerata, pagine quadrettate numerate in progressione, copertina con un elastico, sul frontespizio uno spazio per scrivere nome, cognome, indirizzo e una ricompensa a chi lo trovava.

Naturalmente si tratta dei famosi taccuini Moleskine!

Una curiosità:Chatwin li comprava in Francia a Parigi, in una papeterie di Rue de Ancienne Comédie.

Un giorno prima di partire per l’Australia, la padrona della papeterie gli disse che diventava sempre più difficile trovarli, in quanto di fornitori era rimasta una piccola azienda familiare di Tours che a rispondere alle lettere ci metteva molto tempo. “Vorrei ordinarne cento” disse Chatwin “Cento mi basteranno per tutta la vita”. Chatwin si presentò puntuale all’appuntamento con Madame: il fabbricante era morto e gli eredi avevano venduto l’azienda. Lei con aria grave annunciò: “Le vrai moleskine n’est plus”.

Ora potete immaginarvi di prendere un caffè in compagnia dello scrittore o vedere Picasso disegnare nel Moleskine Café a Milano in Corso Garibaldi.

Un locale che reinterpreta in chiave moderna gli antichi café literaire: spazio dedicato a mostre, workshop oeventi culturali, ma anche luogo in cui potersi rilassare, mangiare un boccone o sorseggiare un buon caffè, ma anche lavorare (immancabile il Wi-Fi e postazioni in cui poter ricaricare pc o smartphone)!

Immancabile è il corner per lo shopping con esposizione e vendita dei celebri taccuini, accessori per la scrittura, di tazze brandizzate e caffè, ma anche libri.

Posto su due livelli e con un delizioso dehors con tavolini all’aperto con vista sulle vivaci vie del design district di Brera ❤

Le mostre …

Lo shop

L’ambiente è stato creato per avere “una buona dose d’ispirazione quotidiana”

Fai parte anche tu del team #ilovemoleskine??

https://it.moleskine.com/moleskine-cafe